Febbre alta: sintomi, cause e rimedi

Con l’arrivo dell’inverno e delle temperature rigide, c’è una maggiore predisposizione alle influenze di stagione rispetto agli altri periodi dell’anno. Generalmente la febbre, soprattutto se alta, dura dai 3 ai 4 giorni durante i quali, se si evita di prendere freddo e si sta alla larga dagli sbalzi di temperatura tra caldo e freddo, essa tende a scomparire spontaneamente. In questi periodi è importante assumere molti liquidi per idratare il corpo.

Passata la febbre il corpo inizialmente risulta debilitato, ma poi pian piano recupera il perfetto stato di salute. Si può parlare di febbre alta quando supera i 39° ed in tal caso è opportuno monitorare con più attenzione la situazione, soprattutto se si tratta di bambini e anziani che sono le categorie più deboli. Talvolta si alza la febbre senza sintomi improvvisamente e senza essere anticipata da alcun campanello d’allarme, una situazione che non deve essere assolutamente sottovalutata. Nei prossimi paragrafi, analizzeremo come abbassare la febbre alta, con un focus sui sintomi principali e i rimedi da adottare.

Quali sono i più comuni sintomi della febbre?

I sintomi che accompagnano la febbre possono manifestarsi anche contemporaneamente: brividi di freddo, sbalzi di temperatura, sudorazione, mal di testa, dolori muscolari, stanchezza, irritabilità e disidratazione. In linea di massima, la febbre di per sé non è pericolosa, ma i soggetti affetti da patologie gravi come anziani, bambini o donne in gravidanza meritano un’attenzione maggiore poiché considerati particolarmente vulnerabili.

I sintomi della febbre alta sono gli stessi della febbre normale, ma potrebbero comparirne ancora di più gravi come ad esempio: eruzioni cutanee, nausea e vomito, difficoltà a respirare, mancanza di appetito, oppressione al torace, convulsioni, confusione mentale, allucinazioni e, addirittura, perdita di coscienza. Generalmente la febbre alta ha una durata di circa 5 giorni, ma può prolungarsi fino a 10 giorni nei soggetti più deboli come bambini, anziani, pazienti con malattie croniche o pazienti immunocompromessi. Se la febbre si prolunga oltre questo periodo, con una temperatura corporea superiore ai 40°, è necessario rivolgersi subito al personale medico qualificato poiché potrebbe celarsi una patologia molto più grave come ad esempio meningite, polmonite, tifo o malaria.

Quali sono le cause della febbre alta ed intermittente?

L’influenza da febbre alta è considerata tale quando la temperatura corporea oscilla tra i 38.5° ed i 40°. Secondo l’ISS (Istituto Superiore di Sanità), si parla di febbre moderata quando è compresa tra i 38.5° ed i 39°; febbre elevata quando è compresa tra i 39° ed i 39.5°; iperpiressia quando la febbre è compresa tra i 39.5° ed i 41°. Normalmente la temperatura corporea è compresa tra i 36° ed i 37.2° e viene mantenuta costante tramite complessi meccanismi di regolazione. Quando subentra la febbre, l’organismo reagisce aumentando la temperatura corporea per neutralizzare l’azione del virus infettivo. L’aumento della temperatura quindi, più che una causa della febbre, rappresenta un’azione protettiva messa in moto dal corpo.

Le cause della febbre alta sono da ricercare nelle patologie infettive che colpiscono il tratto respiratorio superiore ed inferiore, il tratto gastrointestinale, le vie urinarie e la cute. Nella maggior parte dei casi, la febbre alta è scatenata dall’influenza, un’infezione virale delle vie respiratorie che raggiunge il suo picco nelle stagioni fredde. Le patologie infiammatorie possono derivare da infezioni virali o batteriche, colpi di freddo, utilizzo di determinati farmaci fino ad interventi chirurgici che mettono a dura prova il nostro fisico.

In alcuni casi la febbre arriva improvvisamente senza sintomi, per poi scomparire e ricomparire nuovamente nel giro di poco tempo. È la cosiddetta febbre intermittente e si verifica quando la temperatura corporea subisce fluttuazioni improvvise ed incontrollate. Si possono presentare oscillazioni tra periodi di apiressia (assenza di febbre) e periodi di piressia o di iperpiressia (febbre e febbre molto alta), ad intervalli di giorni o addirittura di ore, a seconda della tipologia di febbre. Purtroppo la febbre intermittente spesso è solo la punta dell’iceberg di un problema molto più grave e può celare la presenza di patologie molto serie.

Perciò, cosa fare in caso di febbre intermittente? Innanzitutto, è fondamentale capire la causa, che può essere di varia natura, così da individuare la terapia giusta da intraprendere. Per poter stilare la diagnosi corretta, il medico potrebbe quindi richiedere sia esami di laboratorio che strumentali. Solitamente, i primi test a cui sottoporsi sono l’esame emocromocitometrico, la VES, l’emocoltura, i test di funzionalità epatica e l’esame delle urine; successivamente, possono essere richieste le radiografie toraciche e l’ecografia addominale. Il problema della febbre intermittente potrebbe dipendere anche da una carenza di ferro e vitamine, quindi è opportuno seguire una dieta sana ed equilibrata.

Come abbassare la febbre alta

In caso di febbre alta, bisogna innanzitutto misurare la temperatura corporea con un termometro e poi monitorarla costantemente. Tra gli strumenti più gettonati sul mercato c’è il termometro digitale, estremamente utile per i bambini poiché è in grado di rilevare la temperatura corporea in brevissimo tempo e con notevole precisione. La sera, la febbre tende a salire ma non c’è da preoccuparsi perché è una reazione naturale del corpo.

Prima di capire come fare per abbassare la febbre, è importante sapere che l’aumento della temperatura è una forma di protezione del corpo contro virus infettivi e patologici. Abbassare la febbre, soprattutto quando la temperatura corporea è aumentata di pochi gradi, potrebbe rivelarsi addirittura controproducente poiché bloccherebbe o rallenterebbe il normale processo di guarigione.

Se invece la febbre supera i 38.5° ed è associata a sintomi persistenti come sonnolenza, irritabilità, ipersensibilità alla luce, eruzioni cutanee, convulsioni e cefalee allora è opportuno assumere farmaci per abbassarla. È importante evitare l’innalzamento eccessivo della temperatura corporea nei soggetti particolarmente fragili come bambini, anziani, diabetici, cardiopatici, pazienti debilitati o affetti da insufficienza respiratoria o renale.

Quali sono i rimedi più indicati per contrastare la febbre alta?

Esistono contro la febbre alta rimedi di varia natura, da applicare a seconda delle situazioni. Come reazione naturale, il corpo tende a sudare molto, quindi è necessario reidratarlo correttamente per ripristinare l’equilibrio idrico-salino e ridurre alcuni sintomi influenzali come spossatezza, mal di testa e dolori muscolari. Riposare e stare a letto, consente al corpo di aumentare le difese immunitarie e di recuperare le forze.

Tra i principali rimedi per la febbre alta ci sono gli impacchi freddi da applicare sulla fronte, sui polsi e sulle caviglie, oltre a bagni e docce di acqua tiepida per favorire l’evaporazione dell’acqua sulla superficie corporea e disperdere il calore. Se questi rimedi dovessero risultare inefficaci è il caso di assumere farmaci antipiretici come i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei). Tra i più utilizzati c’è il paracetamolo che, però, non deve superare il dosaggio di 300/500 mg ogni 4/6 ore. Questo farmaco ha un minor potere gastrolesivo e, per questo, viene spesso indicato per i bambini o per i pazienti affetti da patologie gastropatiche.

Nei pazienti affetti da malattie epatiche per curare la febbre alta è preferibile l’aspirina che, pur presentando una minore epato-tossicità, interferisce con la coagulazione del sangue. Il suo utilizzo è quindi sconsigliato nei pazienti soggetti a rischio emorragico. L’aspirina inoltre, rispetto al paracetamolo, ha un maggiore potere gastrolesivo, quindi non va utilizzata nei bambini o nei pazienti ipersensibili all’acido acetilsalicilico. Altri farmaci, il cui utilizzo è da valutare a seconda delle patologie e dei pazienti, sono i derivati dell’acido propionico ed i corticosteroidi.

Quando si ha la febbre alta bisogna prestare attenzione all’alimentazione, che in questo caso deve essere finalizzata a reidratare il corpo in mancanza di liquidi. È quindi necessario bere tanta acqua, tisane, spremute d’arancia, latte e miele. Quando l’influenza è alle prime fasi, è opportuno seguire un’alimentazione liquida o semi-solida a base di marmellate, omogeneizzati, passati di verdure, minestre e brodi vegetali. Gli esperti consigliano di assumere pesce, carni bianche, verdura e frutta di stagione, mentre sono da evitare insaccati, carni rosse, alimenti ricchi di zucchero e latticini. Successivamente, si possono gradualmente reinserire cibi solidi da consumare in piccole quantità, per evitare disfunzioni dell’apparato digerente.

Come evitare la febbre

Oltre all’assunzione di tisane ed infusi a base di frutta e spezie naturali, per evitare la febbre ed innalzare le difese immunitarie del corpo nel periodo invernale è consigliabile, laddove possibile, evitare i luoghi troppo affollati e chiusi che diventano veri e propri ricettacoli di batteri. Durante questo periodo è importante curare attentamente la propria igiene personale, lavandosi spesso le mani con acqua e sapone ed avere a portata di mano un gel igienizzante. Un altro accorgimento per evitare la febbre è quello di preferire un abbigliamento adeguato, per non lasciare scoperte zone cruciali come la bocca e la gola. Allo stesso tempo non bisogna coprirsi eccessivamente, poiché ciò potrebbe provocare un’eccessiva sudorazione dando origine alla febbre. Risulta opportuno vestirsi “a cipolla”, per levarsi gradualmente gli indumenti nel caso in cui il corpo inizi a sudare eccessivamente e, se possibile, avere a disposizione un cambio intimo.

Ora sappiamo cosa fare per evitare la febbre, ma come sempre prevenire è meglio che curare. Seguire uno stile di vita sano, alimentarsi in modo equilibrato e senza eccessi, ed evitare luoghi chiusi ed affollati nei periodi di picco dell’influenza sono ottime regole di prevenzione. Non bisogna allarmarsi in caso di febbre né “bombardare” il proprio corpo di medicinali ed antibiotici, ma è opportuno aspettare che il ciclo febbrile concluda il suo corso naturale. Allo stesso modo, non bisogna sottovalutare la febbre troppo alta, soprattutto se accompagnata da sintomi come diarrea, difficoltà di respirazione, allucinazioni ecc. La febbre a volte può essere il campanello d’allarme di patologie più gravi: in questi casi è opportuno rivolgersi al proprio medico di base o uno specialista per intervenire tempestivamente.

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