Elettrostimolazione: cos’è e come funziona?

Mar
2020
27

Negli ultimi anni si è assistito ad un exploit nella vendita degli elettrostimolatori, lanciando così un errato messaggio sulla reale funzionalità di questi strumenti. Sfatiamo un mito: l’elettrostimolazione non fa dimagrire! Si è quindi aperto un dibattito sull’efficacia di questi dispositivi, che vede contrapporsi due fazioni: i detrattori, che ne denigrano le potenzialità e i sostenitori che invece sostengono l’efficacia dello strumento, promuovendolo. Prima di decidere da che parte schierarsi è necessario partire da un punto di vista neutro per comprendere meglio come funziona il trattamento di elettrostimolazione, quali sono i benefici e quali sono le controindicazioni.

Cos’è l’elettrostimolazione muscolare

L’elettrostimolazione muscolare è una tecnica fisioterapica che, tramite un apposito dispositivo, invia degli impulsi elettrici per stimolare le contrazioni muscolari. Sebbene questa tecnica sia nata ormai nei lontani anni ‘70 con scopi prettamente fisioterapici e riabilitativi, negli anni ha subito un’evoluzione, declinando così l’utilizzo dell’elettrostimolazione muscolare in ambito sportivo, come nel caso degli allenamenti e di recuperi muscolari, e in quello estetico, come alleato nei trattamenti linfodrenanti e di riduzione del grasso corporeo. Basata sull’utilizzo di sensori, chiamati elettrodi, l’elettrostimolazione muscolare funziona in maniera molto semplice.

Come usare l’elettrostimolatore: posizionare gli elettrodi nel modo corretto

Per usare l’elettrostimolatore nel modo corretto è sufficiente posizionare gli elettrodi sulla zona interessata e azionare il pulsante di avvio sul dispositivo. In pochi secondi, i micro-impulsi elettrici a bassa frequenza agiranno localmente per stimolare il muscolo. Tuttavia, per un corretto utilizzo del dispositivo è necessario conoscere le basi dell’anatomia, al fine di agevolare il soggetto sulla corretta applicazione degli elettrodi, che andranno posizionati a ⅓ della lunghezza muscolare per sollecitare giustamente i punti motori. Inoltre, per vedere i primi risultati, il trattamento dovrà avere una durata media di almeno 4-6 settimane. E’ necessario usare l’elettrostimolatore nel modo corretto, affinché possa portare i benefici desiderati, tuttavia è bene ricordare che l’utilizzo del dispositivo deve essere affiancato da una corretta ed equilibrata dieta oltre che a una costante attività fisica quotidiana. Infatti, sottoporsi a sedute di elettrostimolazione quotidiane senza praticare attività sportiva oppure non seguire un regime alimentare adeguato, non gioverà in alcun modo al fisico.

Tipologie di elettrostimolazione: TENS, EMS, interferenziale

E’ possibile definire diverse tipologie di elettrostimolazione muscolare. A servizio di una terapia del dolore e per la riabilitazione esistono infatti tre modalità per sollecitare i muscoli:

  • elettrostimolazione TENS, che agisce direttamente sulle fibre nervose che presentano un grosso diametro e, attraverso impulsi, aumenta il rilascio di endorfine che a sua volta influisce positivamente sulla percezione del dolore, diminuendolo;
  • elettrostimolazione EMS, che sfrutta le microcorrenti non percepite dall’uomo a causa della bassa intensità. È particolarmente adatta per ridurre il dolore, sia cronico che acuto, derivante da piccoli infortuni; molto spesso, soprattutto in ambito sportivo, è associata all’elettrostimolazione TENS per ottenere maggiori benefici;
  • elettrostimolazione interferenziale, che si genera nel punto di incontro di due correnti a media frequenza. È molto utile per alleviare i dolori causati da ipotrofia muscolare profonda, artrosi dell’anca, tendinopatie profonde e rachide lombare grazie alla duplice azione eccitomotoria, stimolando i muscoli innervati e favorisce la riduzione del gonfiore, e antalgica, in grado di ridurre il dolore.

Infine, anche la frequenza del trattamento può dar origine a ulteriori tipologie di elettrostimolazione:

  • elettrostimolazione continua, ossia quando non si assiste a variazioni dei ritmi della frequenza ed è particolarmente indicata per le fasi che precedono e concludono l’allenamento, vale a dire il riscaldamento e il recupero. Solitamente vengono utilizzati impulsi elettrici a bassa frequenza;
  • elettrostimolazione intermittente, indicata per la durata dell’allenamento, alternando la frequenza nella fase in cui i muscoli si contraggono (cosiddetta fase di lavoro) e in quella in cui si riposano (fase di defaticamento);
  • elettrostimolazione a modulazione di frequenza, che si concretizza nel variare la frequenza durante la fase di lavoro per intensificare la forza;
  • elettrostimolazione a modulazione di ampiezza, la quale rende la durata dell’impulso variabile nella fase di lavoro.

Benefici dell’elettrostimolatore muscolare

I benefici dell’elettrostimolatore sono evidenti, soprattutto in fase di riabilitazione, poiché il paziente migliora il tono muscolare in seguito all’immobilizzazione di un arto e riesce a sollecitare il muscolo denervato per evitarne la degenerazione. Utilizzando l’elettroterapia TENS (Transcutaneous Electrical Nerve Stimulation), grazie ad impulsi ad alto voltaggio, si trattano le condizioni dolorose tramite la produzione di beta-endorfine, sostanze fisiologiche che aumentano l’azione analgesica. Da un punto di vista estetico, con l’ausilio di una cintura o una fascia addominale, i benefici dell’elettrostimolatore consistono nel rassodamento e nel miglioramento degli inestetismi cutanei. Tramite il processo di lipolisi, si bruciano più grassi a beneficio di una maggiore tonicità dei muscoli e di un mirato drenaggio dei liquidi. Infine, in ambito sportivo, l’elettrostimolazione permette all’atleta di recuperare più velocemente da un infortunio e potenziare i muscoli in previsione di un’attività agonistica.

Elettrostimolatore: controindicazioni ed effetti collaterali

L’elettrostimolatore ha delle controindicazioni? SI, se usata da mani poco esperte potrebbe provocare alcuni effetti collaterali. Se si stravolgono i programmi di allenamento, ad esempio, oppure si eccede nell’utilizzo del dispositivo, si rischia di andare incontro ad affaticamenti o dolori muscolari. Inoltre se un soggetto ha la pelle particolarmente sensibile, può riportare degli arrossamenti cutanei nelle zone interessate dalla terapia: si tratta comunque di un disturbo temporaneo, che dura pochi minuti. Infine, in casi rari l’elettrostimolazione può provocare insonnia. Perciò, l’elettrostimolazione muscolare fa male? Ovviamente sì, se i soggetti soffrono di determinate patologie! Prima di sottoporsi ad un trattamento di elettrostimolazione muscolare, dovrebbero leggere attentamente le avvertenze e consultarsi con uno specialista o il medico di base. Generalmente il dispositivo è sconsigliato per: portatori di pacemaker, donne incinte, pazienti affetti da neoplasie, pazienti con ferite aperte e soggetti epilettici. Anche chi soffre di capillari fragili dovrebbe sottoporsi a sedute molto leggere, per evitarne la rottura. Infine, l’uso dell’elettrostimolatore ha controindicazioni per chi ha delle protesi metalliche o delle zone che presentano lesioni cutanee, alterazioni della sensibilità locale, infezioni, flebiti e tromboflebiti.

Gli ambiti di applicazione dell’elettrostimolazione

L’elettrostimolatore può essere usato in diversi ambiti di applicazione:

  • in ambito sportivo l’elettrostimolazione viene usata per l’allenamento ed il recupero muscolare. Grazie all’allenamento con EMS è possibile incrementare la resistenza, la velocità o la forza, poiché i micro impulsi generati dal dispositivo sono similari a quelli che in condizioni normali il cervello invierebbe alle articolazioni nervose. L’allenamento EMS funziona: il dispositivo sostituisce il cervello e vengono inviati impulsi sulle fibre nervose che danno origine a contrazioni muscolari. In funzione dello stimolo, vengono sollecitate le fibre rosse e quelle bianche: le prime per sviluppare resistenza alla fatica con delle contrazioni lente, mentre le fibre bianche per sviluppare forza e velocità con delle contrazioni più rapide. Quali sono le zone dove poter posizionare gli elettrodi? Consigliamo l’elettrostimolazione dell’addome, l’elettrostimolazione delle gambe e l’elettrostimolazione del quadricipite!
  • l’elettrostimolazione in ambito medico viene utilizzata con scopi riabilitativi e a supporto della terapia del dolore, in quanto le correnti generate dai dispositivi hanno degli effetti analgesici, agevolando l’azione dei farmaci in profondità. L’elettrostimolatore per la riabilitazione è ideale in caso di infortunio o di immobilizzazione dovuta a traumi di natura muscolo-scheletrica e, se affiancato da sedute di fisioterapia, permette di velocizzare il recupero sia del tono muscolare che della massa muscolare. L’elettrostimolatore può essere utilizzato anche per la terapia del dolore in caso di traumi, post operatori, oppure a malattie di tipo osteoarticolare e neuromuscolare, come ad esempio strappi muscolari o distorsioni. Per l’elettrostimolazione cervicale, ad esempio, è consigliabile l’utilizzo congiunto dei metodi di elettrostimolazione TENS e EMS.
  • l’elettrostimolatore estetico si adatta per la cura di alcuni inestetismi della pelle, come ad esempio la cellulite, la ritenzione idrica, le smagliature, per la perdita di tono ed elasticità muscolare, oppure ancora il ristagno di liquidi causati da interventi chirurgici o da insufficienza venosa. L’elettrostimolazione estetica può aiutare a ristabilire un equilibrio generale del tessuto muscolare, alleviando anche eventuali dolori, ma funziona solo se affiancato da una costante attività fisica e dalla dieta.

Per recuperare da un infortunio o per garantire un aiuto “extra” al proprio corpo, si può quindi far ricorso all’elettrostimolazione muscolare, ma bisogna scegliere con oculatezza sia il modello, sia i programmi da seguire. Nel nostro catalogo, ad esempio, puoi trovare elettrostimolatori a 2 canali e a 4 canali: MYO-TENS e MYO-FIT 4.

Gli elettrostimolatori funzionano davvero?

In conclusione, gli elettrostimolatori funzionano davvero? Il discorso è un po’ complesso, ma una cosa è sicura: come già detto l’elettrostimolazione da sola non fa dimagrire, né tanto meno scolpisce i muscoli, infatti produce una contrazione involontaria del muscolo, che non si oppone, e quindi non riesce a raggiungere il livello di “stress” necessario da stimolare in risposta un rafforzamento e una crescita del muscolo stesso. Come già anticipato precedentemente, non bisogna considerare questo dispositivo come un attrezzo miracoloso che tonifica il muscolo in un paio di sedute. Per scolpire gli addominali, le gambe, le braccia bisogna affiancare all’uso di un dispositivo di elettrostimolazione lunghe sessioni di allenamento e dieta mirata. La perdita dei chili, infatti, deve partire dalla tavola, seguendo un’alimentazione senza cibi grassi ed equilibrata; inoltre dovete stare attenti a consumare più energie di quante ne assumete! L’elettrostimolatore funziona solo se utilizzato con l’approccio mentale corretto.
 

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