Disturbi respiratori del sonno: le cause più comuni e i rimedi per tutta la famiglia

Lug
2019
04

Con il termine disturbi respiratori del sonno si intendono tutta una serie di condizioni che determinano una respirazione anormale durante il sonno. Questa patologia può aumentare con l’avanzare dell’età, ma in realtà si può presentare anche nei bambini. 

Il rischio di crisi respiratorie notturne può essere amplificato da qualunque variabile tale da provocare un restringimento della gola superiore alla norma: ecco perché sono molteplici le cause che possono essere alla base del problema. I disturbi respiratori del sonno, ad esempio, possono essere dovuti ad abitudini sbagliate o a comportamenti inappropriati che si seguono nella vita di tutti i giorni. Per esempio, si è notato che sia l’alcol che il fumo sono associati ad un aumento della probabilità di soffrire di apnea notturna e di russamento. 

Anche l’obesità è considerata un fattore di rischio per chi ha la sindrome delle apnee notturne, sia nei casi in cui essa sia moderata che in quelli più gravi. Il problema si crea quando aumenta il tessuto adiposo intorno alla gola. Non è un caso infatti che tra le persone che soffrono di apnee ostruttive, almeno 6 individui su 10 sono affetti da obesità. 

Non si può sottovalutare, in ogni caso, il ruolo della genetica: per esempio, gli uomini sono più colpiti dall’apnea notturna rispetto alle donne. Vi sono, poi, strutture ossee facciali che si caratterizzano per una gola più stretta: chi ha il mento sfuggente, per esempio, è più esposto al rischio di apnee ostruttive, molto diffuse anche tra le persone con la sindrome di Down. Come si è detto, i disturbi respiratori del sonno si possono presentare anche tra i bambini: in genere ciò accade perché le tonsille si ingrossano. 

I sintomi di chi soffre di crisi respiratorie notturne

Per capire se si è interessati da crisi respiratorie notturne è possibile concentrarsi su diversi sintomi che si possono presentare di giorno, in stato di veglia: la sensazione di avere la bocca secca e la sonnolenza diurna sono due manifestazioni frequenti, così come i cambiamenti di umore. Non devono essere sottovalutati, poi, i difetti cognitivi e il mal di testa al mattino. Chi ha a che fare con una sindrome delle apnee notturne, anche in giovane età, si rende conto che dormire non gli provoca sollievo, e tende a deconcentrarsi con una certa facilità. Nei soggetti più avanti con gli anni, si può verificare anche una riduzione della libido, fino ad arrivare all’impotenza.

Un genitore interessato a verificare la presenza di crisi respiratorie notturne nel proprio bambino deve prestare attenzione a un ampio ventaglio di sintomi, tra i quali i grugniti pesanti e il russamento. Occorre anche accertare se il piccolo soffre di nicturia, cioè fa la pipì a letto, e se suda più del normale. Il risveglio con la sensazione di soffocamento è un’altra circostanza che non può essere trascurata, insieme con l’agitazione notturna. Spesso chi ha questi problemi ha una salivazione eccessiva e tende a digrignare i denti, oltre a fare sogni spaventosi o bizzarri.

Mancanza di respiro durante il sonno: i rimedi 

Intervenire sul problema della mancanza di respiro durante il sonno è molto importante per migliorare la qualità della vita delle persone che ne soffrono, ma anche per ridurre il pericolo di incidenti che sono provocati dalla sonnolenza. Quando si parla di disturbi del sonno di questo tipo si fa riferimento a un insieme di condizioni che sono accomunate da un’anomala respirazione mentre si dorme, spesso per l’ostruzione o comunque il restringimento della faringe. Se il russamento consiste in una parziale ostruzione delle vie aeree, i casi più gravi riguardano gli episodi di ipossiemia. 

Uno dei rimedi più efficaci per le apnee notturne è rappresentato dall’applicazione di una maschera sopra la bocca o sopra il naso: il trattamento in questione prende il nome di pressione positiva continua alle vie aeree. Un apparecchio collegato alla maschera produce un flusso d’aria la cui pressione può essere regolata e ciò permette alla gola di rimanere aperta mentre si dorme. Sarebbe preferibile che la maschera venisse usata tutte le notti, così da poter ottenere risultati duraturi. In alternativa, esistono dispositivi che devono essere messi in bocca per spostare la mascella inferiore in avanti. Quando la sindrome dell’apnea nel sonno è lieve o è limitata al russamento, una delle terapie che possono essere utilizzate consiste nel sistema di riposizionamento della mandibola, che deve essere messo a punto da personale specializzato. Si tratta di un sistema che può sostituire l’applicazione della pressione positiva continua alle vie aeree o andare ad affiancarsi ad essa. 

L’extrema ratio è costituita, infine, dalla rimozione per via chirurgica delle tonsille. L’asportazione delle tonsille è raccomandata soprattutto per i bambini, mentre solo in casi eccezionali si può pensare a un intervento chirurgico sulle vie aeree superiori, per esempio se ci sono evidenti anormalità del cranio. Purtroppo, per il momento, non esistono terapie farmacologiche in grado di garantire effetti duraturi per il problema della mancanza di respiro durante il sonno.

Come esaminare la qualità del sonno?

Grazie ad un dispositivo innovativo ed un esame non invasivo è possibile valutare la qualità del sonno dei pazienti, ad esempio con lo Sleep Monitor di Active Action. L’esame è prenotabile direttamente in farmacia, in questo modo si potrò risparmiare tempo (in quanto si  evitano i lunghi tempi di attesa tipici delle aziende ospedaliere) e denaro grazie al costo ridotto dell’esame.

L’esame viene realizzato grazie ad un dispositivo delle dimensioni di un orologio da polso, che, indicando pulsazioni, saturazione e frequenza, evidenzierà se durante il sonno si manifestano apnee notturne. Il dispositivo, a 3 derivazioni, permette uno screening della qualità del sonno del paziente. Questo esame consente di verificare quante apnee si sono manifestate e verificare se si è a rischio OSAS.

Con questo dispositivo si rileva la presenza di apnee, ipopnee, russamento, altre alterazioni del flusso respiratorio, frequenza cardiaca e desaturazioni (episodi di diminuzione della concentrazione di ossigeno nel sangue). Da queste informazioni si ricavano diversi indici.

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